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Rimini (RN) - Marina Centro
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PARROCCHIA S. GIROLAMO

CALENDARIO BENEDIZIONI PASQUALI DELLA SETTIMANA

LUNEDÌ 15 GENNAIO (dalle 14 alle 19.30):
VIA DANDOLO (dal n. 32 al n. 43)

MARTEDÌ 16 GENNAIO (dalle 14 alle 19.30, con una pausa per la celebrazione della Messa feriale):
VIA DANDOLO (dal n. 1 al n. 31)

MERCOLEDÌ 17 GENNAIO (dalle 14 alle 19.30): PALAZZO ARPESELLA (Viale Vespucci 29)

GIOVEDÌ 18 GENNAIO (dalle 14 alle 19.30, con una pausa per la celebrazione della Messa feriale): VIA MONFALCONE

• L’orario previsto potrebbe subire RITARDI o MODIFICHE per vari motivi (motivi di salute del sacerdote, celebrazione di funerali, impegni a scuola o altri impegni pastorali).
• Don Roberto visiterà volentieri anche negozi, uffici, locali, in cui sia desiderata la Benedizione.
• Per INFORMAZIONI e accertamenti potete chiamare direttamente don Roberto al cell. 3355301653.

SOLO CIÒ CHE RIEMPIE IL CUORE PUÒ RIEMPIRE LE CHIESE

Cliccando nella riga seguente si può scaricare il testo dell'Omelia nella Solennità dell'Epifania:

Download Omelia_nell_Epifania_2018.pdf

NATALE: LA TENEREZZA DI DIO CHE SI COMPROMETTE CON LA NOSTRA UMANITA'

Cliccando sul link che segue si può scaricare il testo dell'Omelia nella Santa Messa della Notte di Natale:

Download Omelia_nella_Notte_di_Natale_2017.pdf

UN ABBRACCIO DA CUI NESSUNO E' ESCLUSO

Allego la lettera di auguri ai parrocchiani. Non è un augurio formale, ma scaturisce dall'esperienza che sto vivendo negli incontri con ciascuno di voi, vissuti in questo primo anno e mezzo in parrocchia a San Girolamo.

Download Auguri_di_Natale_2017.pdf

UNA FEDE CHE NON CI METTE IN CRISI È UNA FEDE IN CRISI

"Come ho iniziato questo nostro incontro parlando del Natale come festa della fede, vorrei concluderlo evidenziando che il Natale ci ricorda però che una fede che non ci mette in crisi è una fede in crisi; una fede che non ci fa crescere è una fede che deve crescere; una fede che non ci interroga è una fede sulla quale dobbiamo interrogarci; una fede che non ci anima è una fede che deve essere animata; una fede che non ci sconvolge è una fede che deve essere sconvolta. In realtà, una fede soltanto intellettuale o tiepida è solo una proposta di fede, che potrebbe realizzarsi quando arriverà a coinvolgere il cuore, l’anima, lo spirito e tutto il nostro essere, quando si permette a Dio di nascere e rinascere nella mangiatoia del cuore, quando permettiamo alla stella di Betlemme di guidarci verso il luogo dove giace il Figlio di Dio, non tra i re e il lusso, ma tra i poveri e gli umili" (Papa Francesco, Discorso alla Curia romana per gli auguri natalizi, 21 dicembre).,

"Maestro dove dimori?": il testo del secondo incontro nel tempo di Avvento

E' possibile scaricare, cliccando sul link che segue, il testo del secondo incontro in preparazione al Natale, che si è svolto il 13 dicembre:

Download Incontri_in_Avvento_2017_-2.pdf

DIFFONDI L'INVITO AL CONCERTO DI NATALE DI GIOVEDI' 21 ALLE ORE 21

Salva e inoltra anche via mail e attraverso i social l'invito al Concerto di Natale del Coro di San Girolamo che si svolgerà Giovedì 21 dicembre alle ore 21.

Big concerto di natale san girolamo 2017

CONCERTO DI NATALE DEL CORO SAN GIROLAMO: GIOVEDI' 21 ORE 21

Giovedì 21 dicembre alle ore 21 nella nostra Chiesa parrocchiale:

CONCERTO DI NATALE DEL CORO DI SAN GIROLAMO

Siamo tutti invitati a partecipare e, a nostra volta, a invitare vicini di casa, amici e conoscenti a questo tradizionale gesto natalizio della nostra Comunità per il quale siamo molto grati agli amici dei nostri cori parrocchiali.

MERCOLEDI' 13 DICEMBRE: SECONDO INCONTRO IN PREPARAZIONE AL NATALE ALLE ORE 21 NELLA CASA PARROCCHIALE

Sia per chi ha partecipato all'incontro di mercoledì scorso, sia per chi non ha partecipato, allego il testo del primo momento in preparazione al Natale che si è svolto il 6 dicembre. Nel testo ci sono gli approfondimenti permessi dal dialogo insieme, con riferimenti diretti agli interventi fatti.
Lo condivido poichè può essere un contributo per tutti.

Ricordo che il secondo momento, in cui mediteremo alcuni racconti evangelici che descrivono i primi incontri di Gesù [Giovanni e Andrea (Gv 1,35-39), la Samaritana (Gv 4,5-42), Zaccheo [Lc 19, 1-10)] si svolgerà MERCOLEDI' 13 DICEMBRE ALLE ORE 21 nella casa parrocchiale.

Di seguito si può scaricare il testo del primo incontro:

Download Avvento_2017_-1.pdf

MERCOLEDI' 13 DICEMBRE: SECONDO INCONTRO IN PREPARAZIONE AL NATALE ALLE ORE 21 NELLA CASA PARROCCHIALE

Sia per chi ha partecipato all'incontro di mercoledì scorso, sia per chi non ha partecipato, allego il testo del primo momento in preparazione al Natale che si è svolto il 6 dicembre. Nel testo ci sono gli approfondimenti permessi dal dialogo insieme, con riferimenti diretti agli interventi fatti.
Lo condivido poichè può essere un contributo per tutti.

Ricordo che il secondo momento, in cui mediteremo alcuni racconti evangelici che descrivono i primi incontri di Gesù [Giovanni e Andrea (Gv 1,35-39), la Samaritana (Gv 4,5-42), Zaccheo [Lc 19, 1-10)] si svolgerà MERCOLEDI' 13 DICEMBRE ALLE ORE 21 nella casa parrocchiale.

Download Avvento_2017_-1.pdf

"COSA CERCATE?": LA PRIMA DELLE SERATE DI AVVENTO IN PREPARAZIONE AL NATALE, MERCOLEDI' 6 DICEMBRE ORE 21

"Cosa cercate?" (Gv 1,,38): è la domanda di Uno che non ha paura di abbracciare totalmente quello che siamo, senza scartare o censurare nulla.

Desideriamo lasciarci provocare fino in fondo da queste parole, per imparare a guardare con simpatia alla nostra umanità, prendendo sul serio tutto quello che proviamo e partendo dalla nostra esperienza vera.

Mercoledì 6 dicembre in parrocchia alle ore 21.

DUE SERATE PER AIUTARCI A VIVERE L'AVVENTO E IL NATALE: MERCOLEDì 6 E MERCOLEDì 13 DICEMBRE

Il Papa Francesco nella Evangelii gaudium afferma che "abbiamo bisogno di creare spazi adatti a motivare e risanare gli operatori pastorali, luoghi in cui rigenerare la propria fede in Gesù crocifisso e risorto, in cui condividere le proprie domande più profonde e le preoccupazioni del quotidiano, in cui discernere in profondità con criteri evangelici sulla propria esistenza ed esperienza, al fine di orientare al bene e al bello le proprie scelte individuali e sociali” (EG 77).
Per questa esigenza richiamata da Papa Francesco, a partire dalla domanda di tre parrocchiani che hanno chiesto di essere aiutati e sostenuti nel percorso della fede, proponiamo a tutti due momenti di preparazione all’Avvento e al Natale mercoledì 6 e mercoledì 13 dicembre, alle ore 21 nella casa parrocchiale (si terminerà non oltre le 22.30).

Big vocazione di matteo 1

SIA CHE VIVIAMO SIA CHE MORIAMO SIAMO DEL SIGNORE

Omelia nella Santa Messa esequiale per Graziella Dossi
San Girolamo, 22.11.17

Celebriamo l’Eucarestia per la nostra sorella Graziella nell’abbraccio della tenerezza di Gesù, la cui commozione per la nostra umanità mortale e bisognosa abbiamo udito descritta dalle parole del Vangelo secondo Luca: “il Signore fu preso da grande compassione” (Lc 7,13). In questa comunione con Cristo Risorto la morte e il nostro male sono vinti, nulla va perduto.
Tutti ricordiamo la nostra Graziella per la cura meticolosa di ogni dettaglio nel suo servizio alla comunità cristiana, dalla compilazione del bilancio parrocchiale al ricamo delle tovaglie per l’altare, senza dimenticare le pulizie della chiesa. Oggi, con la sua morte, lei ci offre il suo servizio più importante, indicandoci la meta ultima, il Destino buono cui siamo chiamati, guardando al quale scopriamo il senso della cura di ogni piccolo particolare nel suo nesso con l’eternità. Ogni gesto è l’occasione di un passo verso il compimento del Destino per cui siamo voluti e creati. In ogni frammento del reale partecipiamo del tutto ed in ogni nostro respiro c’è la domanda dell'infinito.
Graziella, amica di tanti qui presenti, con i quali ha condiviso momenti importanti della vita, ora ci dona fino in fondo la sua amicizia, indicandoci il compimento del desiderio col quale ha vissuto il suo lavoro di insegnante e l’impegno nella comunità parrocchiale, aprendo anche la sua casa per un centro di ascolto del Vangelo.
Noi, mentre l’accompagniamo nella preghiera, sostenendola in quest’ultimo passaggio nell’attesa di rivederci presto, grati per il dono della sua presenza nella nostra comunità, domandiamo, ora, in questo istante, l’esperienza di questa pienezza, nel particolare, in ogni frammento della nostra esistenza, in ogni brandello della nostra carne, che grida il bisogno di Dio.
Sì, il bisogno di Dio! Soprattutto a noi “operatori pastorali”, sacerdoti e laici aventi responsabilità nella comunità parrocchiale, l’esistenza e la morte di Graziella ci ricordano quanto il Papa richiama nella Evangelii gaudium: “Oggi si può riscontrare in molti operatori pastorali, comprese persone consacrate, una preoccupazione esagerata per gli spazi personali di autonomia e di distensione, che porta a vivere i propri compiti come una mera appendice della vita, come se non facessero parte della propria identità. Nel medesimo tempo, la vita spirituale si confonde con alcuni momenti religiosi che offrono un certo sollievo ma che non alimentano l’incontro con gli altri, l’impegno nel mondo, la passione per l’evangelizzazione” (EG 78). “Si produce allora un circolo vizioso, perché così non sono felici di quello che sono e di quello che fanno, non si sentono identificati con la missione evangelizzatrice, e questo indebolisce l’impegno” (EG 79). In questo modo “si sviluppa negli operatori pastorali” un “relativismo pratico”, che “consiste nell’agire come se Dio non esistesse” (EG 80). “Il problema non sempre è l’eccesso di attività, ma soprattutto sono le attività vissute male, senza le motivazioni adeguate, senza una spiritualità che permei l’azione e la renda desiderabile” (EG 82).
Ho condiviso con Graziella questa domanda di Dio, conferendole diverse volte i sacramenti in questo tempo di malattia e di sofferenza. Ho riconosciuto in lei un dialogo reale con il Mistero, con la sorpresa di ritrovarla negli ultimi colloqui in ospedale sempre inquieta ma, al tempo stesso, più disponibile a lasciarsi abbracciare, senza smettere di chiedere e di “discutere” col Signore, ma con un volto lieto. Non abbiamo bisogno di altro se non di questa familiarità col Mistero di Dio. Siamo amici per questo, siamo insieme nella comunità parrocchiale con questo scopo e, perciò, come ci ricorda il Papa, “abbiamo bisogno di creare spazi adatti a motivare e risanare gli operatori pastorali, luoghi in cui rigenerare la propria fede in Gesù crocifisso e risorto, in cui condividere le proprie domande più profonde e le preoccupazioni del quotidiano, in cui discernere in profondità con criteri evangelici sulla propria esistenza ed esperienza, al fine di orientare al bene e al bello le proprie scelte individuali e sociali” (EG 77).
Non si tratta di un’esperienza per il tempo libero, ma della vita stessa: “Nessuno di noi, infatti, vive per se stesso e nessuno muore per se stesso, perché se noi viviamo, viviamo per il Signore, se noi moriamo, moriamo per il Signore. Sia che viviamo, sia che moriamo, siamo del Signore. Per questo infatti Cristo è morto ed è ritornato alla vita: per essere il Signore dei morti e dei vivi” (Rm 14,7-9).
Non è un concetto o un’idea da comprendere intellettualmente, neppure una morale da realizzare col nostro sforzo etico, ma un abbraccio a cui cedere: “Donna non piangere” (Lc 7,13). Non piangere perché sei fatta per la vita, sei destinata alla “vita della vita”, che domandiamo di sperimentare un giorno in modo pieno e definitivo nel Paradiso, assieme alla nostra sorella Graziella, e di incrementarne l’esperienza reale già possibile nell’esistenza presente, affinché “la nostra gioia sia piena” (cfr. Gv 15,11).

CONTINUA LA GIORNATA MONDIALE DEI POVERI: COLLETTA ALIMENTARE SABATO 25 NOVEMBRE

Sabato prossimo, 25 novembre, anche a Rimini e nei supermercati del nostro quartiere di Marina Centro sarà possibile partecipare alla Colletta Alimentare, facendo la spesa anche per le famiglie più povere.

Guarda il video con l'invito del card. Bassetti, Presidente CEI, e leggi l'articolo sull'Osservatore Romano:

https://www.youtube.com/watch?v=vSkfELG2V-g&feature=youtu.be

Big banco alimentare
Download Invito_del_Card._Bassetti_Presidente_CEI_alla_Colletta_Alimentare_-_L_Osservatore_Romano_del_16.11.17.pdf

GIORNATA MONDIALE DEI POVERI: DOMENICA 19 NOVEMBRE

Anche nella nostra Parrocchia celebriamo la Giornata Mondiale dei Poveri, istituita da Papa Francesco al termine del Giubileo della Misericordia.
Dopo la raccolta di alimenti per le famiglie più povere della nostra comunità fatta domenica 12 novembre,. tutte le offerte che raccoglieremo domenica 19 saranno destinate alla nostra Caritas parrocchiale, mentre in ogni Santa Messa saranno presentate e proposte a tutti le varie iniziative caritative della nostra comunità, affinché tutti possano conoscere e coinvolgersi nell'opera della nostra Caritas parrocchiale. Cliccando sotto il logo della Giornata Mondiale dei Poveri puoi scaricare inoltre il programma con le iniziative diocesane in Città.

Leggi inoltre il Messaggio del Papa per la Giornata Mondiale dei Poveri:
https://w2.vatican.va/content/francesco/it/messages/poveri/documents/papa-francesco_20170613_messaggio-i-giornatamondiale-poveri-2017.html

Big logo giornata mondiale dei poveri
Download Giornata_poveri.pdf

QUARTA PUNTATA DELLE TRASMISSIONI DI TV2000 SULLA PARROCCHIA DI SAN GIROLAMO

La quarta ed ultima puntata sulla Parrocchia San Girolamo trasmessa da TV2000 nel contesto del programma mattutino "Bel tempo si spera". A tema questa volta le opere di carità, con l'esperienza della nostra Caritas e il rapporto con gli amici della Capanna di Betlemme.

Per vederla clicca sul seguente link:

https://www.youtube.com/watch?v=6E8hZJO5QKM

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PRIMA PUNTATA DELLE TRASMISSIONI DI TV2000 SULLA NOSTRA PARROCCHIA DI SAN GIROLAMO

Poiché sul primo post di Iclesia il link della prima puntata era stato incollato male lo ripropongo qui:

Ecco il link alla prima puntata:
http://www.tv2000.it/beltemposispera/video/parrocchia-san-girolamo-a-rimini

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SECONDA PUNTATA DELLA TRASMISSIONE SU TV2000 DELLA NOSTRA PARROCCHIA

Ecco il link alla seconda puntata delle trasmissioni di TV2000 dedicate alla nostra parrocchia:

https://www.youtube.com/watch?v=pJj4VI63JmY

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TERZA PUNTATA TRASMISSIONI SU TV2000

Ecco il link alla terza puntata delle trasmissioni di TV2000 dedicati alla nostra parrocchia di San Girolamo:

http://www.tv2000.it/beltemposispera/video/parrocchia-san-girolamo-a-rimini-3/

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LINK CORRETTO ALLA PRIMA PUNTATA DI TV2000 SULLA NOSTRA PARROCCHIA

Ciao,

stamattina su TV 2000 (canale 28) hanno trasmesso la prima puntata di una serie di quattro brevi trasmissioni di quattro minuti ciascuna (in onda da lunedì a giovedì dalle 8.20 alle 8.30) dedicate alla Parrocchia San Girolamo.

Nella prima c'è stata una intervista a me (lunedì), nella seconda ci saranno immagini e racconti dei principali ambiti della vita parrocchiale (martedì), nella terza alcuni incontri con persone che solo di recente hanno avuto occasione di avvicinarsi alla comunità parrocchiale (mercoledì) e nella quarta l'opera caritativa della nostra Caritas parrocchiale ed il rapporto della nostra comunità con la Capanna di Betlemme.

Nelle immagini già in questa prima puntata potete riconoscere vari momenti della vita parrocchiale in cui siete protagonisti.

Ecco il link alla prima puntata:
http://www.tv2000.it/beltemposispera/video/parrocchia-san-girolamo-a-rimini

LA PARROCCHIA DI SAN GIROLAMO SU TV2000: PRIMA PUNTATA

Ciao,

stamattina su TV 2000 (canale 28) hanno trasmesso la prima puntata di una serie di quattro brevi trasmissioni di quattro minuti ciascuna (in onda da lunedì a giovedì dalle 8.20 alle 8.30) dedicate alla Parrocchia San Girolamo.

Nella prima c'è stata una intervista a me (lunedì), nella seconda ci saranno immagini e racconti dei principali ambiti della vita parrocchiale (martedì), nella terza alcuni incontri con persone che solo di recente hanno avuto occasione di avvicinarsi alla comunità parrocchiale (mercoledì) e nella quarta l'opera caritativa della nostra Caritas parrocchiale ed il rapporto della nostra comunità con la Capanna di Betlemme.

Nelle immagini già in questa prima puntata potete riconoscere vari momenti della vita parrocchiale in cui siete protagonisti.

Ecco il link alla prima puntata:
http://www.tv2000.it/beltemposispera/video/parrocchia-san-girolamo-a-rimini/

Ciao,
don
Roberto

Big facciata 3

AVVISI

1) Lunedì - Martedì - Mercoledì - Giovedì su SAT2000 dalle 8.20 alle 8.30 saranno trasmesse quattro puntate di circa 4 minuti ciascuna, con immagini e racconti della vita della nostra Comunità parrocchiale di San Girolamo.

2) Mercoledì 8 novembre alle ore 21 nella Casa parrocchiale di San Girolamo si svolgerà l'incontro degli adulti di Azione Cattolica (S. Agostino - S. Girolamo), sempre aperto a tutti.

3) Domenica prossima, 12 novembre, in preparazione alla GIORNATA MONDIALE DEI POVERI che si svolgerà nella domenica successiva, faremo in tutte le SS. Messe una raccolta di alimenti che saranno poi distribuiti dai volontari della nostra Caritas a circa 40 famiglie povere della nostra parrocchia. E' preferibile portare alimenti a lunga conservazione, pasta, olio, cibo in scatola.

4) Continua la raccolta di indumenti e scarpe per i detenuti del Carcere di Rimini e di coperte per la Capanna di Betlemme. Ci si può rivolgere in segreteria, tutti i giorni dalle 9 alle 11.

SE LA PASTORALE NON HA CORAGGIO

Dall'Omelia di Papa Francesco a Santa Marta, 31 ottobre.
(da: L'Osservatore Romano, ed. quotidiana, Anno CLVII, n.251, 01/11/2017)

[Riguardo alla parabola del lievito (Luca, 13, 18-21)] il Papa ha ricordato che «sempre la Chiesa ha avuto sia il coraggio di prendere e gettare, di prendere e mescolare», sia, anche, «la paura di farlo». E ha notato: «Tante volte noi vediamo che si preferisce una pastorale di conservazione» piuttosto che «lasciare che il Regno cresca». Quando accade così «rimaniamo quelli che siamo, piccolini, lì», forse «stiamo sicuri», ma «il Regno non cresce». Mentre «perché il Regno cresca ci vuole il coraggio: di gettare il granello, di mescolare il lievito».

Qualcuno potrebbe obbiettare: «Se io getto il granello, lo perdo». Ma questa, ha spiegato il Papa, è la realtà di sempre: «Sempre c’è qualche perdita, nel seminare il Regno di Dio. Se io mescolo il lievito mi sporco le mani: grazie a Dio! Guai a quelli che predicano il Regno di Dio con l’illusione di non sporcarsi le mani. Questi sono custodi di musei: preferiscono le cose belle» al «gesto di gettare perché la forza si scateni, di mescolare perché la forza faccia crescere».

SOLENNITA' DI TUTTI I SANTI E PREGHIERA PER I DEFUNTI

Orari SS. Messe Mercoledì 1 novembre - Solennità di tutti i Santi
9 - 11 - 17.30 (pre festiva martedì 31 ore 17.30).

Orari SS. Messe Giovedì 2 novembre - Commemorazione dei fedeli defunti:
8 - 17.30

Per un aiuto a vivere in questi giorni la preghiera per i defunti ripropongo di seguito il testo di una recente Catechesi di Papa Francesco già riproposta nelle scorse settimane:
GESÙ CI PRENDERÀ PER MANO

PAPA FRANCESCO
UDIENZA GENERALE
Piazza San Pietro Mercoledì, 18 ottobre 2017

La Speranza cristiana - 37. Beati i morti che muoiono nel Signore

Carissimi fratelli e sorelle, buongiorno!

Oggi vorrei mettere a confronto la speranza cristiana con la realtà della morte, una realtà che la nostra civiltà moderna tende sempre più a cancellare. Così, quando la morte arriva, per chi ci sta vicino o per noi stessi, ci troviamo impreparati, privi anche di un “alfabeto” adatto per abbozzare parole di senso intorno al suo mistero, che comunque rimane. Eppure i primi segni di civilizzazione umana sono transitati proprio attraverso questo enigma. Potremmo dire che l’uomo è nato con il culto dei morti.

Altre civiltà, prima della nostra, hanno avuto il coraggio di guardarla in faccia. Era un avvenimento raccontato dai vecchi alle nuove generazioni, come una realtà ineludibile che obbligava l’uomo a vivere per qualcosa di assoluto. Recita il salmo 90: «Insegnaci a contare i nostri giorni e acquisteremo un cuore saggio» (v. 12). Contare i propri giorni fa si che il cuore diventi saggio! Parole che ci riportano a un sano realismo, scacciando il delirio di onnipotenza. Cosa siamo noi? Siamo «quasi un nulla», dice un altro salmo (cfr 88,48); i nostri giorni scorrono via veloci: vivessimo anche cent’anni, alla fine ci sembrerà che tutto sia stato un soffio. Tante volte io ho ascoltato anziani dire: “La vita mi è passata come un soffio…”.

Così la morte mette a nudo la nostra vita. Ci fa scoprire che i nostri atti di orgoglio, di ira e di odio erano vanità: pura vanità. Ci accorgiamo con rammarico di non aver amato abbastanza e di non aver cercato ciò che era essenziale. E, al contrario, vediamo quello che di veramente buono abbiamo seminato: gli affetti per i quali ci siamo sacrificati, e che ora ci tengono la mano.

Gesù ha illuminato il mistero della nostra morte. Con il suo comportamento, ci autorizza a sentirci addolorati quando una persona cara se ne va. Lui si turbò «profondamente» davanti alla tomba dell’amico Lazzaro, e «scoppiò in pianto» (Gv 11,35). In questo suo atteggiamento, sentiamo Gesù molto vicino, nostro fratello. Lui pianse per il suo amico Lazzaro.

E allora Gesù prega il Padre, sorgente della vita, e ordina a Lazzaro di uscire dal sepolcro. E così avviene. La speranza cristiana attinge da questo atteggiamento che Gesù assume contro la morte umana: se essa è presente nella creazione, essa è però uno sfregio che deturpa il disegno di amore di Dio, e il Salvatore vuole guarircene.

Altrove i vangeli raccontano di un padre che ha la figlia molto malata, e si rivolge con fede a Gesù perché la salvi (cfr Mc 5,21-24.35-43). E non c’è figura più commovente di quella di un padre o di una madre con un figlio malato. E subito Gesù si incammina con quell’uomo, che si chiamava Giairo. A un certo punto arriva qualcuno dalla casa di Giairo e gli dice che la bambina è morta, e non c’è più bisogno di disturbare il Maestro. Ma Gesù dice a Giairo: «Non temere, soltanto abbi fede!» (Mc 5,36). Gesù sa che quell’uomo è tentato di reagire con rabbia e disperazione, perché è morta la bambina, e gli raccomanda di custodire la piccola fiamma che è accesa nel suo cuore: la fede. “Non temere, soltanto abbi fede”. “Non avere paura, continua solo a tenere accesa quella fiamma!”. E poi, arrivati a casa, risveglierà la bambina dalla morte e la restituirà viva ai suoi cari.

Gesù ci mette su questo “crinale” della fede. A Marta che piange per la scomparsa del fratello Lazzaro oppone la luce di un dogma: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi tu questo?» (Gv 11,25-26). È quello che Gesù ripete ad ognuno di noi, ogni volta che la morte viene a strappare il tessuto della vita e degli affetti. Tutta la nostra esistenza si gioca qui, tra il versante della fede e il precipizio della paura. Dice Gesù: “Io non sono la morte, io sono la risurrezione e la vita, credi tu questo?, credi tu questo?”. Noi, che oggi siamo qui in Piazza, crediamo questo?

Siamo tutti piccoli e indifesi davanti al mistero della morte. Però, che grazia se in quel momento custodiamo nel cuore la fiammella della fede! Gesù ci prenderà per mano, come prese per mano la figlia di Giairo, e ripeterà ancora una volta: “Talità kum”, “Fanciulla, alzati!” (Mc 5,41). Lo dirà a noi, a ciascuno di noi: “Rialzati, risorgi!”. Io vi invito, adesso, a chiudere gli occhi e a pensare a quel momento: della nostra morte. Ognuno di noi pensi alla propria morte, e si immagini quel momento che avverrà, quando Gesù ci prenderà per mano e ci dirà: “Vieni, vieni con me, alzati”. Lì finirà la speranza e sarà la realtà, la realtà della vita. Pensate bene: Gesù stesso verrà da ognuno di noi e ci prenderà per mano, con la sua tenerezza, la sua mitezza, il suo amore. E ognuno ripeta nel suo cuore la parola di Gesù: “Alzati, vieni. Alzati, vieni. Alzati, risorgi!”.

Questa è la nostra speranza davanti alla morte. Per chi crede, è una porta che si spalanca completamente; per chi dubita è uno spiraglio di luce che filtra da un uscio che non si è chiuso proprio del tutto. Ma per tutti noi sarà una grazia, quando questa luce, dell’incontro con Gesù, ci illuminerà.Il

ENTRARE NEL MISTERO DI GESÙ CRISTO È DI PIÙ: È LASCIARSI ANDARE IN QUELL’ABISSO DI MISERICORDIA

PAPA FRANCESCO
Omelia a Santa Marta, Martedì, 24 ottobre 2017
(da: L'Osservatore Romano, ed. quotidiana, Anno CLVII, n.245, 25/10/2017)

QUANDO VENIAMO A MESSA, SÌ, ANDIAMO A PREGARE, È VERO; SAPPIAMO CHE GESÙ VIENE; ANCHE, SAPPIAMO CHE LUI È NELLA PAROLA DI DIO, CHE LUI VIENE NELLA COMUNITÀ». MA «QUESTO NON BASTA». INFATTI «ENTRARE NEL MISTERO DI GESÙ CRISTO È DI PIÙ: È LASCIARSI ANDARE IN QUELL’ABISSO DI MISERICORDIA DOVE NON CI SONO PAROLE: SOLTANTO L’ABBRACCIO DELL’AMORE. L’AMORE CHE LO PORTÒ ALLA MORTE PER NOI».

«Entrare nel mistero di Gesù» guardando al Crocifisso e così «lasciarsi andare» nell’«abisso» della sua misericordia. Nell’invito fatto da Papa Francesco durante la messa celebrata a Santa Marta martedì 24 ottobre c’è l’indicazione di un «cammino» per ogni cristiano: un itinerario verso il vero «centro» della propria vita, nel quale scompare ogni parola e resta solo la contemplazione dell’amore di chi «ha dato la vita» per la salvezza dell’uomo.

La meditazione del Pontefice ha preso le mosse dalla prima lettura del giorno, un passo della Lettera ai Romani (5, 12.15.17-19.20-21) nel quale sembra quasi che Paolo non riesca «a esprimere quello che vuole dire». È un brano in cui l’apostolo utilizza una serie di «contrapposizioni»: per cinque volte parla di «un uomo» e di «un altro uomo», inserisce i concetti di «peccato, caduta, disobbedienza, grazia, giustizia, perdono», e ancora contrappone «abbondanza e soprabbondanza», affianca la «giustizia» al «perdono». Nel cercare di portare il lettore «a capire qualcosa», ha spiegato il Papa, l’apostolo usa un metodo che non è «studiato» ma «è proprio quello che gli esce dal cuore». Soprattutto Paolo «sente che è impotente» nello «spiegare quello che vuol spiegare».

In realtà, ha detto Francesco, dietro tutto questo discorso «c’è la storia della salvezza, c’è la creazione, c’è la storia del peccato, della caduta dell’uomo. C’è la “ri-creazione”, cioè la redenzione che la Chiesa dice che sia più meravigliosa della creazione, è più potente». E il linguaggio usato da Paolo si giustifica con il fatto che, effettivamente, «non ci sono parole sufficienti per spiegare Cristo». Perciò egli, avvertendo questa impossibilità, «ci spinge, ci porta quasi fino all’abisso e ci spinge; di più: ci scaraventa, perché cadiamo nel mistero». Nel «mistero di Cristo».

Quindi, ha detto il Pontefice, tutte «queste parole, queste contrapposizioni, queste descrizioni sono soltanto passi nel cammino per inabissarsi nel mistero di Cristo». Un mistero che «è così sovrabbondante, così forte, così generoso, così inspiegabile che non si può capire con argomentazioni». Le argomentazioni, ha aggiunto, «ti portano fino a lì, ma tu devi inabissarti nel mistero per capire chi è Gesù Cristo per te, chi è Gesù Cristo per me, chi è Gesù Cristo per noi».

La sintesi, ha spiegato il Papa, è quella proposta da Paolo In un altro brano in cui, guardando a Gesù, afferma: «”Mi amò e diede se stesso per me”, e non trova un’altra spiegazione». Scrive l’apostolo: «Difficilmente si trova tra noi uno che vuol dare la vita per una persona buona, una persona giusta: è difficile. Ma ce ne sono. Ma uno che voglia dare la vita per un criminale, per un peccatore come me? Solo Gesù Cristo». Così, ha detto Francesco, si entra nel mistero di Cristo. Anche se, comunque, «non è facile: è una grazia».

Tutto ciò, ha spiegato il Papa, lo hanno ben capito i santi. E «non solo i santi canonizzati» ma i «tanti santi nascosti nella vita quotidiana. Tanta gente umile, semplice che soltanto mette la sua speranza nel Signore. Sono entrati nel mistero di Gesù Cristo». Quel mistero che san Paolo descrive come una «pazzia» e del quale afferma anche: «Se io dovessi vantarmi di qualcosa non mi vanterei di quello che ho studiato nella sinagoga con Gamaliele, neppure di quell’altro che ho fatto, della mia famiglia, del mio sangue nobile: no, non mi vanterei di questo. Soltanto, posso vantarmi di due cose: dei miei peccati e di Gesù Cristo crocifisso». Ancora una volta una contrapposizione «ci porta al mistero di Gesù», ovvero: «lui, crocifisso, in dialogo con i miei peccati».

Si tratta in ogni caso, ha continuato il Pontefice, di un cammino difficile, perché «noi non siamo abituati a entrare nel mistero. Quando veniamo a messa, sì, andiamo a pregare, è vero; sappiamo che Gesù viene; anche, sappiamo che lui è nella parola di Dio, che lui viene nella comunità». Ma «questo non basta». Infatti «entrare nel mistero di Gesù Cristo è di più: è lasciarsi andare in quell’abisso di misericordia dove non ci sono parole: soltanto l’abbraccio dell’amore. L’amore che lo portò alla morte per noi».

Per far comprendere meglio tale concetto, il Papa ha utilizzato l’esempio del sacramento della riconciliazione: «Quando noi andiamo a confessarci perché abbiamo peccati», cosa facciamo? «Andiamo, diciamo i peccati al confessore e siamo tranquilli e contenti». Ma «se facciamo così, non siamo entrati nel mistero di Gesù Cristo». Invece «se io ci vado, vado a incontrare Gesù Cristo, a entrare nel mistero di Gesù Cristo, a entrare in quell’abbraccio di perdono del quale parla Paolo; di quella gratuità del perdono».

Ecco allora una domanda per ogni cristiano: «“Chi è Gesù per te?” — “È il Figlio di Dio, la seconda persona della Trinità”. Possiamo dire tutto il Credo, tutto il catechismo, e quello è vero». Ma, ha affermato il Papa, ancora questo è un punto in cui non si riesce a esprimere «il centro del mistero di Gesù Cristo», che è: «Mi amò e diede se stesso per me». Ed è proprio questo il «lavoro che noi cristiani dobbiamo fare». Quindi: «capire il mistero di Gesù Cristo non è una cosa di studio; è una cosa di grazia. Gesù Cristo lo si capisce gratuitamente. Gesù Cristo è capito soltanto per pura grazia».

Un aiuto, ha detto Francesco, può giungere dalla «pietà cristiana», in particolare dall’esercizio della Via crucis: «È camminare con Gesù nel momento in cui lui ci dà l’abbraccio di perdono e di pace». Ed è «bello fare la Via crucis», magari «farla a casa, pensando ai momenti della passione del Signore». Del resto, «anche i grandi santi consigliavano sempre di incominciare la vita spirituale con questo incontro con il mistero di Gesù Crocifisso». E «santa Teresa consigliava le sue monache: per arrivare alla preghiera di contemplazione, l’alta preghiera che lei aveva, incominciare con la meditazione della passione del Signore».

Di fronte al Cristo in croce, ha suggerito il Pontefice, bisogna «incominciare a pensare. E così, cercare di capire con il cuore che “amò me e diede se stesso per me”». Che è poi quello «che Paolo vuol spiegare in questo testo tanto difficile, pieno di contraddizioni: ci vuole portare lì, all’abisso proprio del mistero di Gesù Cristo». Perché ognuno potrebbe dire: «Io sono un buon cristiano, vado a messa la domenica, faccio opere di misericordia, recito le preghiere, educo bene i miei figli», e «questo sta molto bene». Ma occorre andare oltre: «Tu fai tutto questo: ma sei entrato nel mistero di Gesù Cristo?», quello cioè «che tu non puoi controllare»?

Da qui il consiglio del Papa di pregare san Paolo — «un vero testimone, uno che ha incontrato Gesù Cristo e si è lasciato incontrare da lui ed è entrato nel mistero di Gesù Cristo» — affinché «ci dia la grazia di entrare nel mistero di Gesù Cristo che ci amò, diede se stesso alla morte per noi, che ci ha fatti giusti davanti a Dio, che ha perdonato tutti i peccati, anche le radici del peccato: di entrare nel mistero del Signore». E, ha concluso, «ogni volta che guardiamo il Cristo crocifisso, pensiamo che questa è un’icona del più grande mistero della creazione, di tutto: Cristo crocifisso, centro della storia, centro della mia vita».

Big papa francesco e poveri