Foglietto Loria 19 Dicembre 2021 Festa della Sacra Famiglia
AVVISI
CELEBRAZIONI DI NATALE:
24 dicembre ore 18:00 S. Messa “prefestiva”.
24 dicembre ore 23:00 Veglia di preghiera animata dai nostri giovani e giovanissimi.
24 dicembre ore 23:30 S. Messa nella Notte Santa (al termine, bevande calde all’esterno dell’oratorio offerte dall’Associaz. Noi Oratorio & gli Alpini: tutto con porzioni monouso e nel rispetto delle norme anti contagio).
25 dicembre: messe di orario ore 09:00, 10:30, 18:00 (non prefestiva)
26 dicembre: messe di orario ore 09:00, 10:30, 18:00.
BUSTE DI NATALE:
Sono state distribuite per le vie dai nostri incaricati. Grazie in anticipo per la vostra generosità.
COSTRUZIONE DEL SAGRATO IN CORSO
Purtroppo le squadre degli operai incaricati sono state colpite dal Covid. L’attesa si prolunga…
COLLETTA DI AVVENTO “UN POSTO A TAVOLA”
Un posto a tavola è l’iniziativa di solidarietà che caratterizza il tempo dell’Avvento; è una proposta che ci mette nuovamente in comunione con tanti fratelli e sorelle con cui condividiamo la stessa fede nel mondo intero. Fare “posto a tavola” significa riconoscerci fratelli e sorelle, chiamati a condividere, insieme al pane di ogni giorno, anche un altro Pane, quello che viene dal Cielo. Tutti siamo missionari, tutti “siamo missione” uando la nostra vita è, animata dallo Spirito di Gesù, capace di aprirsi e condividere, di accogliere e dare vita,di sollevare, illuminare e benedire
AUGURI DEL VESCOVO MICHELE
Nel secondo Natale in pandemia, il Vescovo Michele dice: “Diventate voi stessi un augurio di Natale, gli uni per gli altri”. “È già molto, ci sembra quasi difficile da esprimere in tempi così complicati come i nostri, soprattutto se incontriamo persone che in vario modo vivono la precarietà dell’esistenza a causa della malattia, della solitudine, di qualche difficoltà o crisi familiare, sociale, economica. A volte ci basterebbe un po’ di serenità e di quiete. Ma no, non basta ancora. Allora desideriamo per gli altri che i loro desideri più cari possano realizzarsi in quel giorno. Auguriamo in fondo che accada qualcosa che scaldi il cuore, che dia luce e calore, che regali alla vita un colore e una musica carichi di affetti, di pace, che aprano al sorriso le persone care, soprattutto quelle più provate dalla vita. Poi ci diciamo subito che la pace e la gioia non possono limitarsi ad un giorno solo”.
Qualcuno, proprio per questo, trae la conseguenza di rinunciare del tutto agli auguri. Andiamo invece avanti andiamo in profondità del nostro desiderio di bene, per noi e per gli altri. “Andiamo alle radici della possibilità di questo bene: il Signore Dio prende parte alla nostra vita, diventa uno di noi, il bambino Gesù, l’uomo vero. Lui prende le nostre parti. Quelle dello scartato, del debole, del piccolo. Quelle di ciascuno di noi, di tutti. Non ci lascia più da soli, ci sostiene, ci accompagna, ci guida. Diventa dono”. Allora gli auguri che ci si scambia a Natale non sono più formalità ma si caricano di umanità “e troverò il modo, magari semplice e discreto per farmi presente, veramente persona con te, con tutti, affinché ti possa accadere davvero qualcosa di bello, un’emozione, una luce calda, un sorriso nuovo ed insperato”. Per un Natale nel quale poter ritrovare “la radice di ogni nostro rinascere, il motivo di ogni sorriso, di ogni aiuto, di ogni gesto piccolo o grande di fraternità, il desiderio che si realizzi ogni desiderio di bene”.
PREGHIERA
Mentre i grandi della terra
coltivano i loro sogni di potenza
ed Augusto, l’imperatore romano,
si illude di essere il signore del mondo,
tu vieni alla luce, Gesù,
nel bel mezzo del censimento,
in una stalla, un alloggio di fortuna
e hai come culla una mangiatoia.
Chi poteva accorgersi di te,
il Figlio di Dio che entrava
nella storia degli uomini,
in mezzo a povera gente,
quasi di nascosto, senza fare chiasso,
senza squilli di tromba?
Sono gli angeli, in quella notte,
a portare l’annuncio della tua nascita,
ma i loro destinatari non sono
i santi o i devoti del luogo. Sono gli angeli, in quella notte,
a portare l’annuncio della tua nascita,
ma i loro destinatari non sono
i santi o i devoti del luogo.
No, sono dei pastori che stanno vegliando
il loro gregge, pernottando all’aperto.
Proprio a loro, gente poco raccomandabile,
ai margini della società, considerati impuri
viene comunicata la notizia
che riecheggia in questa notte.
Fin dagli inizi Dio vuole mostrare
da dove parte la realizzazione del suo progetto:
dai poveri e dagli indesiderati.