La testimonianza (PARTE 5) di fede e di vita del nostro Urbano. responsabile parrocchiale di Iclesia per Castione - disabile da sempre affetto da tetraparesi spastica -.
CAPITOLO VII
Io alla parola lavoro attribuisco un doppio anzi forse anche triplo significato, in quanto oltre ad avere un “impiego” e un luogo dove
trascorrere la giornata svolgendo varie mansioni assieme ai miei compagni all’interno del Centro, lo ritengo essere oltre che un luogo di
lavoro, anche una specie di grande famiglia con la qualecondividere se possibile tutto, gioie, ansie, soddisfazioni, conquiste che noi
tutti facciamo ogni giorno.
Ma torniamo a noi, altrimenti corriamo il rischio di andare fuori tema, il lavoro per me significa anche sentirsi responsabilizzato,
gratificato, remunerato se possibile.
Una cosa è certa nel luogo nel quale mi trovo attualmente mi trovo benissimo con tutti e non lo cambierei per nulla al mondo.
Per il futuro non si sa mai, del resto la vita stessa è fatta di tappe che dobbiamo percorrere ogni giorno, senza sapere cosa la vita
stessa ci offre ogni giorno.
Ho scelto il lavoro che ho fatto grazie alla mia grande passione per l’informatica e la tecnologia in generale e grazie anche alle mie
buone capacità e conoscenze in questo campo.
Mi riesce più difficile nel lavoro quando mi viene chiesto di effettuare mansioni come dover impostare tabelle, schemi o cose del
genere, ma per fortuna c’è Luca che mi dà una mano nell’eseguire e nel strutturare tutte levarie mansioni che ci vengono richieste
dai vari gruppi all’interno del centro come l’impostazione e l’uscita bimensile del giornalino, l’impostazione di tabelle risultanti
necessarie per i vari gruppi, l’impostazioni di depliant per feste ed eventi vari richiestaci da enti esterni.
Mi risulta al contrario più facile nelle situazioni in cui posso scrivere e sono chiamato ad esprimere le mie idee con maggiore semplicità.
Purtroppo nella stragrande maggioranza dei casi ho la tendenza a tenere tutto dentro me stesso, ma poi se trovo l’ambiente giusto, le
persone giuste, allora finalmente in quelle rarissime occasioni riesco finalmente a sprigionare tutto quello che ho dentro e in quei
momenti divento un'altra persona.
Per quanto concerne l’amore e la vita posso sinceramente affermare che almeno fino a questo momento nella mia vita non c’è mai
stato il cosiddetto grande amore, pur essendo che nel corso della mia vita ho conosciuto e continuo a conoscere tutt’oggi molte ragazze,
ma almeno finora non c’è stato il cosiddetto “colpo di fulmine”; invece per quanto riguarda la mia vita oggi si può dire che continuo a
viverla in modo normale pur essendo in carrozzina, facendo le attività in maniera normale, come qualsiasi altra persona, continuo
ad avere i miei interessi come ad esempio l’informatica, la pallavolo…. Continuo a frequentare la maggior parte delle amicizie che mi
sono creato nel corso di questi anni con l’aggiunta di nuove persone sempre per quanto concerne la pallavolo, come logico essendo
il mio sport preferito.
Al giorno d’oggi ci sono ancora molti stereotipi che quando si trovano di fronte una persona diversamente abile, credono che
questa non “possa più vivere” perché diversamente abile. Io per mia fortuna continuo ad avere e avrò per sempre una vita normale,
circondato in ogni momento della mia vita da amici splendidi, con i quali spero di poter condividere ogni giorno e momento le gioie che
la vita ci sa offrire ogni giorno.
Secondo me essere adulto ed essere maturo al mondo significa questo: nel momento in cui mi accingo ad effettuare una
determinata azione so che come corrispettivo ci sarà anche una precisa conseguenza dell’azione che sto accingendomi a fare. Come
ad esempio nel momento in cui siamo chiamati ad esprimere la propria preferenza elettorale per una determinata fascia politica, oppure
se volessi esprimere la mia preferenza per un determinato partito politico. Ecco fatto. Noi tutti dovremo sapere che nel momento in
cui abbiamo effettuato la nostra scelta sia essa “politica” o di qualsiasi altro genere, sappiamo che in quel preciso istante anche la
nostra scelta conterà seppur in minima parte, questo farà sentire tutti noi cittadini italiani un po’ più responsabili per quanto
riguarda all’andamento generale del nostro “bel paese”. Questo da parte mia voleva essere solo un piccolo esempio su come noi tutti
possiamo essere adulti e maturi nel mondo.
Personalmente ritengo che non si possa affermare che la vita che ogni essere umano è chiamato a vivere, abbia uno scopo in quanto
ritengo sia piuttosto un viaggio infinito che noi tutti siamo chiamati a compiere quotidianamente. Prendete come esempio un libro:
esso è composto da una miriade di pagine bianche, ogni pagina bianca rappresenta un giorno della nostra vita, che noi riempiamo
quotidianamente attraverso il nostro vissuto. Arriveremo alla fine di questo “ipotetico” libro scrivendoci come detto prima storie di
vita vissuta.
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Saremo coinvolti in prima persona, però con una possibilità immensa di poter cambiare finale ogni giorno. Ogni giorno vissuto è un
ricordo dà portare sempre dentro alla nostra anima.
Sì può affermare che la fantasia e l’immaginazione hanno giocato un ruolo abbastanza significativo nella mia vita, in quanto spesse
volte viaggiavo con la fantasia e mi trovavo immerso in un mondo dove ad assumere lesembianze di essere umani c’erano dei
piccoli folletti i quali vivevano in una piccola casetta, con all’internotutti i confort possibili e immaginabili, ma il tutto era immerso
nel verde di un bosco fantastico, dove le giornate trascorrevano liete e il tempo sembrava volare, soprattutto durante questo mio
“immaginare” di vivere da un’altra parte mi serviva in quanto durante quel periodo in casa c’erano parecchie cose che non “giravano” per
il verso giusto. Dunque queste mie “temporanee evasioni” mi servivano per cercare di creare all’interno della mia mente, una specie di
mondo “tutto mio” nel quale non erano presenti tutti i problemi della vita, che volenteo no ero costretto ad affrontare in quel determinato
periodo. Problemi che non avevano nulla a che vedere con “il trovarmi su una sedia a rotelle” o cose del genere.
Quando purtroppo questi frequenti viaggi con la fantasia erano giunti al termine e “tornavo alla realtà” facevo una vita normale andavo a
scuola, frequentavo amici, avevo le mie “occupazioni alternative”. Concludendo si può dire che l’immaginazione e la fantasia in
determinati momenti della mia vita abbiano proprio avuto unruolo non dico fondamentale ma quasi.
L’evento storico più importante al quale ho partecipato è stato quando Papa Giovanni Paolo II si è recato a Vicenza. Io ero
assieme ad altri amici del mio paese e mia madre che mi accompagnava, ci trovavamo lì in quanto dovevamo consegnare
direttamente al papa un crocifisso in legno costruito dal gruppo giovanile del mio paese. Erano diverse volte che provavano a
consegnare il crocifisso e non c’erano mai riusciti. In quella occasione ho provato un’emozione grandissima, infatti credo che se
in quel momento avessero effettuato i prelievi del sangue, in quel momento all’interno del mio corpo non avrebbero trovato nemmeno
una goccia di sangue da quanta emozione provavo in quel momento. In quell’occasione mi sono sentito davvero orgoglioso di essere li,
in quanto ritengo non sia da tutti riuscire a vedere il papa direttamente in prima fila.
La cosa più importante che mi ha dato la mia famiglia è stato: l’insegnarmi a rispettare tutti indipendente dai loro punti di vista, siamo
essi giusti o meno; ad agire sempre in maniera onesta e in maniera corretta. La mia famiglia mi ha trasmesso principi morali sani e
autentici cercando di farmi cogliere la differenza che esiste tra il bene e il male, quello che si deve e non si deve fare. Credo mi
abbiano insegnato soprattutto oltre che ad agire in maniera giusta e mai sconsiderata e rispettare tutte le persone che mi
circondano quotidianamente e nonsolo.
Ricordo la favola di Capuccetto Rosso che mia madre mi raccontava da piccolo quando ahimè dovevo prendere sonno e io testardo
come un mulo, non ne volevo sapere di dormire, in quanto dovevo sempre stare sveglio finoa tarda ora per giocare con i miei fratelli.
Purtroppo non mi raccontavano molte favole perché avevano sempre qualche lavoro da svolgere o erano tanto stanchi.
Il mio paese ritengo non abbia niente di diverso, né di unico rispetto ad altri paesi. La cosa bella è che sonoconosciuto da tutti,
tutti mi vogliono bene, tutti cercano di aiutarmi quando possono. Un’altra cosa che ritengo essere veramente bella è quella che ci
conosciamo tutti, tutto il mio paese va d’accordo e soprattutto tra le persone c’è molta armonia e rispetto.
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CAPITOLO VIII
Io da bambino per quel poco che riesco a ricordare mi sembra d’essere stato un bimbo normale come tutti gli altri che faceva le
“marachelle”, di tanto in tanto anzi a dire la verità le combinavo abbastanza spesso, in altre parole ero un bimbo vispo con due occhioni
furbi, vispi e con un’enorme voglia di scoprire tutte le bellezze e le molte cose che la vita stessa mi proponeva e mi propone di
imparare tutt’oggi.
Mi ricordo inoltre che da bambino non vedevo l’ora di “bruciare le tappe”, nel senso che non vedevo l’ora di crescere e di “diventare
adulto”, quasi come se avere così tanta voglia di crescere dentro la mia piccola testolinarappresentasse per me la prima grande meta
perché ahimè durante quei primi anni della mia esistenza, pensavo che una volta diventato adulto la vita sarebbe stata diversa e si
sarebbe evoluta in maniera un po’ differenteda come poi si sta svolgendo tutt’ora.
Devo dire però che con il trascorrere del tempo, nonostante un inizio abbastanza difficile ho imparato a farmene una ragione su
come sono e posso dire che, all’inizio la vita mi ha riservato alcune “delusioni”, ma la “fase più difficile” è passata. La vita mi ha riservato
e continua a riservarmi moltissime cose nuove e sorprese che ho il piacere di scoprirle ogni giorno. Concludendo questo primo punto
devo dire che la vita è un grande dono e vale sempre la pena di essere vissuta.
Ed eccomi qua, nel cercare di raccontare qualche stralcio della mia infanzia, nulla di impossibile, non vi preoccupate anche se vi
devo preannunciare che essa per me nel complesso è stata abbastanza travagliata. Ora comincerò a raccontarvela: nell’insieme devo
dire che è stata un’infanzia “normale” se non che ad un punto della mia vita, della durata circa di un anno, mi trovai con l’assenza
permanente di mio fratello, che per me era un punto di riferimento, in quanto durante quell’anno stava frequentando il servizio
militare. Io lo vedevo saltuariamente, quando aveva le licenze di permesso che gli consentivano di rientrare saltuariamente a casa, in
pratica durante quel periodo mi trovai ad aver perso temporaneamente per sfortuna, uno dei miei più grandi punti di riferimento cioè
mio fratello.
Un altro grosso problema che mi trovai volente o nolente ad affrontare era l’avere a che fare quotidianamente con un padre alcolizzato
che durante quel periodo invece di svolgere tutto ciò che “ogni padre normale” penso avrebbe il dovere di essere chiamato a svolgere
con il proprio figlio, considerava “come unica via di fuga” si rifugiava nell’alcool, in poche parole iniziava il suo “giro turistico” per i bar la
mattina presto e lo terminava la sera, questa attività veniva effettuata da lui ogni giorno.
Ahimè quando rientrava per noi cominciavano i dolori nel vero del termine, in quanto mia mamma e miei fratelli in quel periodo
dovevano andare a lavoro regolarmente, in più quando arrivavano a casa dovevano andare nel capannone e provvedere al
nutrimento del bestiame che in quel periodo possedevano, in più in quel periodo io facevo la spola tra Castelfranco in Borgo Pieve dove
in quel tempo si trovava la fisioterapia e casa mia. La mattina dovevo andare a scuola, il pomeriggio molto spesso ero costretto a
svolgere i compiti per casain un secondo momento in quanto appena tornavo da scuola avevo appena il tempo di mangiare un boccone
al volo, subito dopo dovevo recarmi a svolgere la fisioterapia, per cui i compiti temporaneamente passavano in secondo piano. In più
dovevo sopportare le continue litigate che facevano i miei genitori in quel periodo.
Mia madre doveva mandare avanti le faccende domestiche, seguire me, cercare di seguirmi per quanto possibile quando dovevo
svolgere i compiti, accompagnarmi ogni giorno a fisioterapia, da precisare che mia madre non possiede tutt’ora la patente, per cui mi
trovavo in una situazione bruttissima e che ad accompagnarmi ci fosse sia mia madre, ma anche mio padre e considerato la
situazione in cui non si trovava “ubriaco”,ero sempre moltoagitato e preoccupato ma purtroppo non potevo farci nulla.
Il “bello” però veniva la sera quando mio padre tornava dal suo tuor “turistico” pieno come un uovo di alcool, mia madre dove badare a
me che avessi svolto i compiti, al bestiame e tutto il resto è in più dovevamo subirci i rimproveri di mio padre che sempre in quel periodo
non si limitava a un semplice rimprovero “ma spesso e volentieri arrivava alle mani” e venendomi a mancare un grande punto di
riferimento come mio fratello a causa del militare, quelle volte che lui aveva i vari permessi nel corso di quell’anno, quando lo vedevo mi
ricordo che trascorrevo tutto il tempo possibile tra le sue braccia. Quando i miei litigavano io ero abituato a stare vicino a lui, perché con
lui mi sentivo sicuro e protetto; se non c’era io andavo spesso da Roberto il mio amico e vicino di
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casa, se lui a volte era occupato io non facevo altro che andare in giro per la strada del quartiere dove abito per cercare di uscire da
quell’incubo che mi trovavo a vivere ogni giorno.
Ricordo che un giorno mentre stavo facendo fisioterapia venne a bussare alla porta della stanza dove facevo ginnastica una persona di
nome Giorgio Populin, questo era il psicologo del centro di neuropsichiatria infantile di allora, praticamente mi disse che si era accorto
della situazione che stavo vivendo in quel periodo e un po’ alla volta tra un milione di lacrime riusci a spiegargli tutto quello che
stavo vivendo un quel periodo e finalmente mi liberai di tutto quel grosso peso che mi tenevo dentro da troppo tempo.
Ricordo di aver versato una quantità industriale di lacrime durante quel periodo soprattutto a scuola con Marinella l’insegnante di
sostegno che mi seguiva durante quel periodo.
Trascorso un po’ di tempo mio padre iniziò un lungo percorso di disintossicazione dall’alcool. Attualmente son trascorsi la bellezza di
15 anni e mio padre per fortuna non beve più, anche se i residui dell’alcool si stanno tuttora ripercuotendo su di lui, facendo
emergere problemi di altra natura.
Concluendo si può dire che la mia infanzia sia stata un’infanzia normale, ma con le sue avversità, in quantoritengo che crescere
per gran parte della mia infanzia, avendo come “guida” sempre che si possa definire tale, una figura paterna di questo tipo, non sia stato
affatto semplice per me, anzi tutt’altro, in quando ritengo che sentirsi rifiutato da “tuo” padre seppur con le sue problematiche è una cosa
che non auguro di provare a nessun essere umano al mondo. Infatti la figura paterna per quel periodo l’avevo sostituita
temporaneamente con quella di mio fratello.
Sinceramente dell’infanzia non è che possieda dei bei ricordi, per questo devo ringraziare mio padre.
La mia adolescenza è trascorsa molto più bella e semplice rispetto alla mia infanzia infatti ho tenuto come figure di riferimento
mio fratello e mia madre, ma sono entrate anche altre figure che mi hanno dato e mi stanno dando una grossa mano nel far
trascorrere il mio tempo quando non mi trovo a casa. Infatti “strano ma vero” ero maggiormente felice quando non stavo in casa e mi
trovavo in giro con gli amici del paese e dellapallavolo, in poche parole mi sentivo felice quando mi creavo l’opportunità di stare a
contatto con gente anche più grande di me, avevo l’opportunità di svagarmi e conoscere gente nuova, potevo crearmi un “tessuto”
sociale molto ampio e di conseguenza si ampliava anche la mia già grande cerchia di amici che ancor oggi è in continuo
ampliamento.
Da adolescente il mio più grande punto di svolta che ho vissuto si è verificato nel preciso istante in cui ho raggiunto il
compimento del 18 anno d’età, infatti in quel momento ho cominciato ad entrare nel “mondo reale”, ma non solo durante questa
fase della vita iniziai ad avere le prime “viste” oltre a Marica, infatti cominciai a notare in giro delle altre ragazze che già conoscevo
ma ahime erano già tutte occupate. Nell’insiemeposso dire che è stato un periodo di notevoli cambiamenti, ma contempo anche di
notevole crescita nel miocontinuo percorso che mi ha condotto fino ad oggi nell’essere diventato una persona adulta.
Per me aver superato la fase dei vent’anni significa aver terminato il periodo dei cosiddetti “colpi di testa“ ed aver condotto a termine il
periodo degli esperimenti all’interno della mia vita. Da quei bellissimi vent’anni in poi, passando per i tenta, significa aver fatto un
piccolo passo in avanti ed essere giunti nella fase in cui bisogna cominciare ad assumersi la responsabilità delle proprie azioni, sia
nel bene che nel male. Nel momento in cui avrò raggiunto le cinquanta candeline spero di aver accumulato tanta esperienza e
saggezza nel corsodegli anni, da poter un giorno mettere a disposizione tutta la mia esperienza e conoscenza, per le nuove
generazioni che verranno in modo da poter trasmettere a loro tutte le mie esperienze e consigli utili da mettere a loro disposizione, in
modo da far crescere le “nuove generazioni” di persone in maniera ancor migliore, cercando di portare il mio contributo sempre che loro
desiderino ascoltare i miei racconti e le mie esperienze.
L’esperienza che mi ha dato la gioia di grande è stata l’aver visto il Papa nell’occasione in cui si è recato aVicenza come già
scritto in precedenza.
Si ritengo che nella vita ci siano dei piaceri, anzi per essere esatti ritengo che la vita stessa sia un piacere, all’interno della quale
ci sia ogni giorno un mix di emozioni, sentimenti, momenti tristi e belli. Perciò ritengo che non siano piaceri singoli, ma la vita sia un
“piacere unico” da vivere e assaporare ogni giorno sulla propriapelle.
Ritengo che al giorno d’oggi viviamo in un mondo nel quale il ritmo della nostra vita molto spesso si svolge in maniera molto frenetica,
perciò molto spesso ci si scorda che siamo talmente immersi nel svolgere la nostra ruotine quotidiana che spesso ci si “dimentica”
oppure a volte non si ha nemmeno il tempo per potere ricavare
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anche un solo istante all’interno delle giornate da dedicare a noi stessi, in quanto ormai viviamo in un mondo talmente frenetico che a
volte “sembriamo dei robot”, anziché degli esseri umani quali siamo. Di vitale importanza, credo sia però saper trovare all’interno
della nostra vita, di tanto in tanto, degli spazi tutti nostri, questo ritengo essere importante, in quanto ci permettono di ritrovare
determinati equilibri tra le cose, e permette ad ogni essere umano di ritrovare il nostro equilibrio interiore.
Le mie risorse per cercare di superare i momenti di difficoltà sono per quanto possibile cercare di valutare quali sono le difficoltà in
primo, poi in seguito cercare per quanto possibile di “aprirmi” anche se a volte questosembra veramente “un paradosso” visto che
per togliermi le parole di bocca bisognerebbe sempre avere una “pinza” a portata di mano, comunque penso che la risorsa maggiore
in questi casi sia sempre cercare di instaurare un dialogo con gli altri, anche se a volte questo specialmente all’inizio mi risulta al
quanto difficile, però una volta chi si oltrepassa questo “scoglio” il tutto vi risulterà più semplice, questo nel corso della vita l’ho
sperimentato e lo sto sperimentando in prima persona sulla mia pelle.
Nella mia vita la spiritualità non ha avuto un ruolo di prima importanza, in quanto con preti, suore o cose del genere non sono mai
andato molto d’accordo, pur avendo portato a termine tutto il percorso spirituale che parte dal battesimo per giungere al suo
compimento naturale con la comunione di maturità.
Infatti dall’ultima volta che ho frequentato la chiesa e questo per andare a messa la domenica saranno passatila bellezza di 10 anni,
in quanto pur essendo credente, però non vado mai a messa la domenica, insomma nella mia vita la spiritualità non ha mai ricoperto
un ruolo di primaria importanza.
Nella mia esperienza di vita ci sono varie cose che mi rendono felice quali l’essere continuamente circondato da amici sia fuori
dall’ambiente lavorativo, sia soprattutto nel suo interno, ma nella vita c’è una cosa fondamentalmente che mi riempie il cuore di
gioia il poter comunicare continuamente con una miriade di persone e il sentirmi continuamente coinvolto in tutte le loro attività.
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CAPITOLO IX
All’interno della mia vita ci sono state varie fasi nelle quali volente o nolente mi sono trovato davanti ad un“bivio”, come ad
esempio nell’occasione in cui ho dovuto subire l’intervento chirurgico per allungamento dei tendini e mi trovai di fronte a ben poche
alternative, in quanto le “opzioni” in quella circostanza erano 2 o operarmi ai tendini, questo significava poter stare seduto
normalmente in carrozzina come “sono ora” oppure trovarmi a vivere la vita in una condizione per me di grande disagio e cioè
seduto in carrozzina con le ginocchia che mi sarebbero arrivate alla bocca.
Un'altra decisione cruciale che ho preso all’interno della mia vita è avvenuta nel momento in cui ho deciso di raccontare tutto il “mondo
orribile” che mi circondava nel periodo in cui mio “padre” soffriva di terribile dipendenza: quella dall’alcolismo, da ricordare che per aver
fatto emergere questo fatto mi son dovuto sorbireun sacco di parole dai miei, in quanto non avevano piacere che questo fatto venisse
fatto emergere, in quanto lo ritenevano fossero fatti personali, siccome i miei sono ancora del parere che “i panni sporchi si lavano in
casa” immaginatevi parole che mi son dovuto “sorbire”, solo per aver fatto emergere questo problema anziché averlo tenuto all’interno
delle mura domestiche, un problema che era sotto gli occhi di tutti, di cui tutti erano a conoscenza, ma nessuno aveva il coraggio
di far emergere.
Sono soddisfatto delle scelte di vita che ho fatto finora, anche se all’interno di essa c’è qualcosa che se potessi cambierei volentieri e
senza pensarci due volte e cioè lo stato in cui mi trovo in maniera permamente mi accompagnerà per tutta la mia esistenza.
C’e da dire però che con il trascorrere del tempo ho imparato a farmene una ragione della mia condizione di vita, anche se devo dire
che all’inizio è stato come scalare una montagna e la salita per arrivare fino alla vettasi è rivelatamolto dura ed impegnativa.
Devo affermare però che una volta che si è saputo trasformare tutto questo in un vantaggio, anziché in uno svantaggio, si vive la
vita certamente in maniera serena e tranquilla, in cui si prende “coscienza” dei propri mezzi che possono sembrare limitati a causa di
essere su una carrozzina, ma possediamo tante risorse quali il sorriso, la fantasia con la quale possiamo effettuare viaggi stupendi con
paesaggi mozzafiato ogni istante della vita stessa.
Insomma una volta presa consapevolezza di tutte le risorse che ognuno di noi possiede all’interno di se stessonon ci resta che
utilizzarle e vivere il fatto di “essere diversamente abili” non come un limite, ma bensì come un’ulteriore ricchezza posseduta
all’interno di noi stessi, da donare ogni giorno a tutte le persone che ci circondano e se alle altre persone non “interessa nulla” di
quello che noi cerchiamo di trasmettere loro ogni giorno, dobbiamo insistere finche’ una volta o l’altra, queste saranno “costrette a
darci ascolto”, in quel momento avremmo ottenuto la vittoria più grande per tutti noi.
Il periodo più felice della mia vita è stato sicuramente il momento in cui ho compiuto la maggiore età, in quanto mi sembrava di
aver raggiunto un traguardo grandissimo, mi sembrava di essere diventato più responsabile in tutto quello che facevo.
Il periodo meno felice è stato quello durante il quale mio padre soffriva di una terribile malattia chiamata alcolismo.
Le relazioni che hanno più significato nella mia vita sono state due: il rapporto bellissimo che avevo e ho tutt’ora con mia madre, e
il rapporto straordinario che continua tutt’ora con mio fratello, che nel corso della sua vita ha saputo ricoprire due ruoli non solo quello
di fratello maggiore, ma anche quello di padre, ricoprendoquesti due ruoli in maniera esemplare.
Devo dire che in particolar modo la seconda relazione non mi ha ostacolato per niente, anzi ha contribuito in maniera notevolissima a
farmi crescere sotto tutti gli aspetti, nel farmi diventare persona matura eresponsabile.
Penso di aver commesso qualche errore nella mia vita, errori dovuti all’inesperienza e soprattutto imputabili alla giovane età.
Gli errori a cui mi riferivo sono stati per esempio l’aver iniziato a frequentare “compagnie” in cui si beveva e si fumava e per essere
accettato o facevi come facevano loro, altrimenti non venivi nemmeno preso in
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considerazione o ancor peggio venivi considerato “diverso” in quanto non facevi quello che loro facevano ogni domenica all’interno
del centro giovanile.
Per fortuna appena mi sono accorto che tipo di gente si trattasse ho cambiato immediatamente rotta, infatti in quel periodo ho smesso di
frequentarlo. Attualmente il centro giovanile ha cambiato sede e l’ambiente che si respira al suo interno è completamente cambiato.
Ora lo frequento saltuariamente.
C’è stata una persona particolare che ha cambiato la mia vita, sto parlando di mio fratello, che ha saputo, come ho detto prima ricoprire
una duplice veste, cioè oltre che fratello, ha fatto anche da padre, e per me “continua” tutt’ora a ricoprire questo duplice ruolo.
C’è stato un evento particolare che ha cambiato la mia vita, più precisamente l’essermi trovato a vivere la vita attraverso una sedia a
rotelle, poi fortunatamente con il trascorre degli anni ho saputo crearmene una ragione riguardo la condizione attuale, che mi farà da
compagnia fino al termine dei miei giorni, poi grazie all’aiuto di una miriade di amici che riempiono ogni istante la mia vita, sono riuscito
a superare questa “barriera” che ahimè mi oscurava la vista specialmente durante i primi anni di vita e a trasformare tutto questo
in un vantaggio cambiando completamente prospettiva e visione della vita.
Ci sono delle cose che spero di non dimenticare mai come: gli amici, persone che ritengo essere speciali, disponibili, sempre pronte ad
aiutarmi e consigliarmi in caso di bisogno e sempre cordiali con me.
Come seconda cosa, spero di non dimenticare mai i valori che hanno cercato di trasmettermi i miei genitori quali il rispetto verso tutti
coloro chemi circondano.
Attualmente di preoccupazioni non mi sembra di averne, anche se ci sono giorni in cui sono un po’ più serio di altri, cose che
succedono, anche se per chi mi conosce bene sembra un po’ strano questo evento in quanto di solito mi vedono sempre sorridente,
disponibile, pronto alla “battuta” e con un bel sorriso stampato sul mio bel faccione.
Quello che mi fa sentire vivo è la continua ricerca di stimoli nuovi ed emozioni da vivere quotidianamente assieme a tutte le
persone che mi circondano e mi danno la forza per andare avanti e il “propormi” ogni giorno nuovi traguardi e nuovi obiettivi da
raggiungere insieme a tutti i miei compagni di lavoro al c.d.m.
Oggi per me quello che conta di più è l’essere circondato da persone che mi vogliano bene come nel gruppo in cuimi trovo.
Attualmente rispetto al passato mi vedo più grande, in grado di ragionare con la mia testa anche se a volte la uso ad intermittenza,
sono diventato più maturo, spero di continuare il percorso di crescita, poi chissà per ilfuturo non mi pongo mete da raggiungere,
questo non perché non voglia pormi dei limiti, ma bensì per non prendere altre “scottare” cosa già successami numerose volte in
passato.
Se avessi la fortuna di possedere una valigia immaginaria e potessi metterci al suo interno dei doni ci metterei al primo posto
l’amicizia che ritengo essere base fondamentale nella costruzione di qualsiasi genere di rapporto fra due o più persone.
Spesso ha molto più valore quello che si dona agli altri, che quello che si riceve. Alla fine ci si viene a trovare in una situazione in cui
sono arricchite entrambe le parti sia chi dona, che chi riceve, questo porta ad un arricchimento interiore generale.
Come secondo dono ci metterei la fiducia nelle persone da cui siamo circondati ogni giorno e con le quali si viene a creare nel
contempo un profondo rispetto reciproco.
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CAPITOLO X
Il futuro, lo si sa rappresenta sempre un grande punto interrogativo per la grande maggioranza degli esseri viventi presenti sul
pianeta chiamato terra; perché si ha l’abitudine a porsi una miriade di quesiti, con unamiriade di risposte; alle quali spesso anche
noi stessi che ci poniamo un’infinità di domande non sappiamonemmeno noi dare una risposta, la quale possa rivelarsi completa ed
esaustiva nel contempo.
Direi che non c’è nulla che mi faccia arrivare a tal punto da mettermi a disagio e che possa crearmi preoccupazione per quanto
concerne il futuro, posso dire che la cosa che al contrario mi dà maggiori speranze, èrappresentata dal fatto di poter usufruire di una
struttura come Atlantis, con all’interno varie realtà di vita vissuta quotidianamente, suddivisi in vari gruppi, seguiti da personale
competente e qualificato che risponde quotidianamente alle nostre esigenze.
Da qui ai prossimi anni mi vedo sempre qui all’interno del Centro Atlantis, sempre all’interno del C.D.M. forse con un po’ di anni e con
sicuramente ancor maggior esperienza da inserire all’interno del mio bagaglio personaled’esperienza fatta nel corso della vita; del resto
è noto la vita stessa è un’esperienza strabiliante che grazie aDio ci è stata concessa l’opportunità di vivere è dobbiamo viverla fino
in fondo, cercando per quanto possibiledi non porci alcun limite e vivere ogni cosa sempre con lo stesso entusiasmo e con lo stesso
sorriso che noi tutti avevamo nell’istante in cui per la prima volta abbiamo visto uno spiraglio di luce; cioè in quell’ istante in cui abbiamo
emesso i primi vagiti; sto parlando della nostra nascita.
Di sicuro alle nuove generazioni lascerei degli scritti, all’interno di essi ci sarebbe scritto tutte le varie esperienze che avrei fatto
durante la mia vita terrena, con una buona dose di consigli su come cercare di affrontare il futuro, sempre con ottimismo e fiducia
per la costruzione e la messa in atto di un futuro migliore,un po’ come la stesura dell’autobiografia che in questo periodo stiamo
ultimando; in quanto credo che attraverso lo svolgersi di questa, si abbia l’opportunità e al contempo il piacere, di rimettersi in
gioco per l’ennesima volta con sé stessi fin nel profondo della nostra anima.
Le tre cose che mi piacerebbe sentir dire sulla mia vita dopo la mia scomparsa sono queste: la prima che sono stato una persona
umile, secondo disponibile con tutti, terzo che pur trovandomi in questo stato, ho semprecercato di fare e trasmettere qualcosa
di utile agli altri.
Prima di morire se proprio devo essere sincero mi piacerebbe visitare tutti quei posti e luoghi che non avrei fatto in tempo a visitare
durante la mia esistenza terrena, esplorare nuove terre a me sconosciute, imparare così nuove tradizioni, usi e costumi di quel
determinato territorio o nazione, completare così questo mio ultimo viaggio prima di ritornare polvere, cercando in questo modo,
per quanto possibile una via di integrazione universale per tutti le popolazioni del mondo, cercando di lasciare un’impronta ancora più
indelebile del mio passaggio su un pianeta chiamato terra.
Per me morire rappresenta il momento nel quale ogni essere umano, pone fine alla sua esistenza terrena; ma al contempo inizia un
nuovo interminabile cammino attraverso la sua anima, un cammino infinito nel quale ognuno di noi, continuerà la propria
scoperta di nuove cose, con relative nuove emozioni che ognuno di noivivrà sulla propria pelle, attraverso i propri occhi, in quanto
credo gli occhi essere lo specchio dell’anima presente in ognuno di noi.
Personalmente non credo di aver tralasciato nulla dalla mia narrazione autobiografica; anche se penso di avere ancora molte cose da
scrivere riguardo altre argomentazioni.
Della mia scrittura autobiografica penso che, per essere alla mia prima esperienza di questo tipo, penso di aver portato a termine un
elaborato buono; penso che come prima esperienza nel suo complesso per me sia stata davvero entusiasmante; in quanto attraverso
questo elaborato, mi è stata fornita la possibilità di mettermi in discussione con me stesso nel profondo della mia anima e nel contempo
vedere così fin dove potevo arrivare; e nello stesso momento, credo di essermi arricchito, non poco, questo è avvenuto grazie alla
condivisione con altrepersone di questo tipo di esperienza, per me indimenticabile e che di sicuro ha lasciato una scia indelebile
dentro il mio cuore.
Se avessi l’opportunità di scrivere ancora, certamente ci dovrei riflettere su un po’ di tempo, ma sicuramente non esiterei ad
accettare eventualmente questa proposta, in quanto ritengo che “l’arte” di scrivere sia che una grande opportunità.
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Ma tornando a noi, se mi venisse offerta l’occasione di scrivere un secondo libro, scriverei una storia, ambientandola all’interno di
un teatro o all’interno di un cinema immaginando di trovarmi all’interno di setcinematografico, immaginando di essere un registra,
scriverei come prima cosa un copione ambientato all’interno di una città fantastica totalmente immaginaria dando ai vari
personaggi che si troverebbero all’interno di questo copione un ruolo ben definito, mantenendo al contempo una storia dinamica
e ricca dicolpi di scena, così da mantenere i miei ipotetici lettori, non col il “fiato sospeso”, altrimenti starei scrivendo un thriller, e a me i
thriller non piacciono, ma cercherei di creare una storia, strutturata in maniera tale che illettore non perda mai il filo logico della
storia.
Mi piacerebbe scrivere a tutta quella miriade di persone che il futuro mi riserverà sicuramente l’opportunità e il piacere di conoscere,
come spesso faccio attraverso e-mail che spedisco da casa, ma soprattutto ad un mio amicoimmaginario, mantenere i contatti con lui,
con il quale poter parlare di tutto ciò che ci accade e ci circonda ogni giorno sentire il suo parere, rispetto ad un determinato argomento
e attraverso questa dinamica riuscire a far scaturire un confronto fra di noi, in questo modo instaurare un dialogo continuo e ogni
scambio continuo diinformazioni.
Attraverso questa esperienza di scrittura ho ricavato molte informazioni, questo è avvenuto grazie ai numerosi racconti di vita di
ognuno. Perciò si può dire che in tutti quei bellissimi racconti di vita, all’interno di ognuno di loro ho ricavato tante piccole
informazioni che mi hanno consentito di arricchire notevolmente il mio bagaglio di esperienze e allo stesso di continuare il mio
cammino alla scoperta della miriade di sorprese che mi hanno riservato e spero mi riserverà sempre la vita. Infine ricordiamoci
questa frase: La vita è un dono per tutti; vale la pena viverlo fino in fondo e non rinunciamo mai ad essa.